Oppressione – femminile sessuale

Quello femminile è un sesso oppresso. Non sono oppresse solo le donne; lo sono anche le neonate, le bambine, le ragazze, le anziane ed i feti di sesso femminile. Tutte le femmine sono oppresse e lo sono in modo diverso in base al paese in cui vivono, alla classe socio-economica cui appartengono, al fenotipo, all’occupazione, all’istruzione.

Sembra un’ovvietà, ma non lo è.

Ad esempio dire che una bambina di 9 anni in Pakistan è oppressa “in quanto donna” è di una violenza inaudita. Le bambine non sono donne, sono bambine, quindi “esseri umani di sesso femminile nell’età compresa fra la nascita e la preadolescenza”. Le bambine godono di diritti specifici della loro età. Non a caso il fenomeno delle “spose bambine” è ritenuto un crimine non solo per la coercizione nei confronti di un essere umano in generale ma per la negazione dei diritti specifici dell’infanzia.(1)

Purtroppo ancora oggi permane un atteggiamento ferocemente adultocentrico che nega all’infanzia le sue specificità, con delle conseguenze nefaste. Come ad esempio espressioni come “Baby squillo” oppure luoghi comuni come ” oramai a 10/12 anni sono donne fatte e finite” (spesso per commentare stupri e sfruttamento della prostituzione minorile); ma su questo scriverò un’altra volta.

Stessa cosa vale per gli aborti selettivi dei feti femmina in paesi come Cina ed India, non avviene perché “donne” ma perché femmine e per fare in modo che donne non lo diventino MAI.

Quindi tutto quello che accade alle donne, accade anche alle bambine ed alle anziane, quindi al sesso femminile indipendentemente dall’età.

Nessuna avrebbe voglia di pensare o identificarsi nei suoi genitali, purtroppo è il mondo a fare leggi, a regolamentare il mondo del lavoro, a creare relazioni e rapporti di potere pensando a noi esclusivamente come dei genitali. Accade in ogni parte della Terra da quasi l’alba dei tempi umani.

E’ uno schema di pensiero endemico e pervasivo.

E non basta smettere di dire che sono le donne ad avere mestruazioni, vagina, utero, ovaie, ghiandole mammarie (come vorrebbe la religione Queer con la Gender Identity Theory) per eliminare l’oppressione.

Ed è letteralmente violenza dire alle bambine che vengono infibulate, alle donne che vengono impiccate, imprigionate, violentate, fustigate e lapidate che tutto questo accade perché si “identificano come donne”, a causa della loro “identità di genere” Ed io spesso mi chiedo come le persone non si rendono conto di recare onta all’intelligenza quando sostengono cose simili.

Se una donna si sente chiedere ai colloqui di lavoro se vuole diventare madre o meno, è chi fa il colloquio che la vede come una gonade femminile ambulante.

Se viene vietato l’aborto, è chi vieta l’aborto che pretende di esercitare un potere sugli uteri. Ma non è un potere che vuole essere esercitato a casaccio, ma rientra in una cornice ideologica/politica/sociale/giuridica che si attua tramite più azioni in contemporaneamente in un’ottica di squilibrio di potere fra sessi.

Se una donna si ritrova a licenziarsi “spontaneamente” dopo la maternità, è chi l’ha fatta “spontaneamente” dimettere a vedere nella donna solo la parte collegata ai suoi organi riproduttivi e a ritenere quella parte non solo di poco valore (quando invece di valore ne ha molto) ma persino dannosa.

Tutti i diritti di famiglia del pianeta che pongono le donne e le ragazze in una posizione di subordinazione fondano la loro ideologia su una gerarchia fra sessi.

Una delle idee che trovo più corrette è quella secondo cui le donne dovrebbero iniziare a percepirsi come una classe composita, ma dei parametri minimi per appartenere a questa classe composita ci devono essere.

Non è che domani possiamo accettare l’iscrizione di F.Briatore alla FIOM sulla base del fatto che lui si sente un metalmeccanico. Non è che domani diremo che i sindacati dei lavoratori devono includere le lotte di Luigi La Morgia.

Ed io lo so bene che applicare un rasoio di Occam su base sessuale può lasciare fuori le donne e le anziane transessuali, ma a tal proposito se vogliamo costruire percorsi comuni nei punti di lotta che riguardano sia le donne/anziane transessuali che le bambine/ragazze/donne/anziane, se lo vogliamo veramente allora facciamo seriamente politica in una dimensione di rispetto, onestà, oggettività e reciproco riconoscimento, pur garantendo la reciproca indipendenza.

In conclusione.

E’ la gerarchia fra i sessi che va distrutta, è il riconoscimento della piena umanità degli esseri umani di sesso femminile l’obiettivo. Perché il cuore profondo dell’oppressione è che nel mondo chi nasce di sesso femminile vale di meno (giuridicamente, culturalmente, socialmente).

Non è rimuovendo delle parole e ridefinendo superficialmente e linguisticamente le cose che cambieremo la realtà, ma è cambiando la realtà che daremo concretezza, complessità e valore alle parole che la descrivono.

La relazione dialettica che esiste fra realtà, azione, significato e significante è una dinamica millenaria che non può essere cambiata con la coercizione e le volte in cui si è provato a farlo è sempre andata molto molto male.

L’oppressione del sesso femminile nel mondo dipende dal fatto che il sesso maschile si è rifiutato volontariamente di sussumere il sesso femminile nella categoria di “essere umano” per trarne vantaggi e potere in tutti i campi possibili. Non solo si è rifiutato di sussumere, ma ha anche osteggiato ed osteggia chiunque abbia lottato o lotti per la piena umanità del sesso femminile con tutto il riequilibrio di potere che ne consegue. Ed ogni forma di discriminazione mai esistita ha replicato esattamente questo schema: l’esclusione dalla piena umanità.

Il futuro sarà non-conflittuale solo se sarà pienamente umanista, se saremo in grado di dare valore, peso ed importanza alle differenze senza inserirle in una scala gerarchica o categorizzarle in etichette con cui controllare le persone.

Quello che va contrastato è l’approccio paradossalmente anti-umano/contro-umanista del patriarcato, un patriarcato che ha forgiato il pensiero umanista secondo le sue regole. E non sarà un’ideologia post-umana come il pensiero queer o la gender identity theory a salvarci, perché propone una prova muscolare ugualmente coercitiva e patriarcale.(2)

La lotta è femminista per un futuro umanista.

(1) Se sentite la voglia di parlare di bambine trans in Pakistan, Sudan passatevi una mano sulla coscienza e vergognatevi: l’infibulazione ed il matrimonio forzato avvengono SOLO se hai i caratteri sessuali primari. Se vi viene voglia di dire che non è vero, spero che nessuna donna che ha subito tutto questo vi legga mai, oltre il danno anche la beffa sarebbe troppo

(2) molti dei temi qui trattati verranno ulteriormente sviluppati più avanti

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