Il binarismo di genere va superato, non col Queer ma con l’UMANESIMO PLURALE

Il Patriarcato ha prodotto tutte le correnti culturali, le categorie, gli archetipi su cui si fondano sostanzialmente tutte le culture. Lo ha fatto generando all’origine una gerarchia FRA i sessi per poi creare di volta in volta gerarchie fra gruppi; queste categorie variano in base alla posizione nella storia e/o alla localizzazione geografica. E’ sufficiente pensare, ad esempio, allo stermino degli Indios nel continente Americano , le Caste socio-religiose Induiste, lo stupro di Nanchino per mano Giapponese, la schiavitù endogena in Africa e poi sfruttata dagli stati Europei, la secolare persecuzione del popolo ebraico, il popolo Curdo, il popolo tibetano, le persone omosessuali, bisessuali ecc ecc.

La gerarchia DI VALORE fra gruppi di persone è stata possibile, però, perché alla base di essa c’è una gerarchia fra due gruppi originari: sesso maschile e sesso femminile.

Il Patriarcato, infatti, si fonda sul principio di esclusione del sesso femminile dalla piena umanità, quindi trae il “potere” da un’azione deumanizzante ed inferiorizzante. Da questa prima esclusione discendono nei modi e nella sostanza tutte le altre inferiorizzazioni e deumanizzazioni che il Patriarcato millenario ha messo e mette in atto; interessanti in tal senso sono gli studi e le riflessioni di Volpato ( 1, 2,3 ), Todorov e Mosse.

Operando una forte semplificazione potremmo sintetizzare il Patriarcato con questa immagine.

Myrina Queen

Il Patriarcato, potremmo dire, si fonda sul fatto che Anthropos ed Anér ( Essere Umano e maschio) coincidano, escludendo così in modo netto che il sesso femminile sia pienamente umano.

Nel corso dei millenni tramite la filosofia, le religioni, tutte le arti e la scienza sono state attribuite ai sessi caratteristiche psicologiche, estetiche, comportamentali, sociali, psichiche giungendo alla costruzione di ciò che oggi chiamiamo il (genere) MASCHILE e il (genere) FEMMINILE.

Al sesso femminile è toccato un destino di subordinazione sistematica sotto ogni aspetto e in ogni ambito della vita a partire dalle sue funzioni “altre” ovvero quelle riproduttive, ritenute le uniche caratteristiche “utili” e che quindi sono state asservite e strumentalizzate in ogni modo.

La norma eterosessuale risponde efficacemente alla volontà di subordinazione del sesso femminile a vantaggio del sesso maschile sia in chiave materiale che in chiave simbolica.

Negli ultimi anni, in modo del tutto immotivato rispetto a quanto l’umanità stava cercando faticosamente di fare dopo il secondo conflitto mondiale, si è sviluppato un insieme composito e variegato di credenze che prendono il nome di “Teorie Queer”. Queste teorie fondano tutta la loro struttura sul post-umanesimo e l’anti-umanesimo, cioè sulla negazione che si possa dire che qualcosa accomuni tutte le persone (l’Umanesimo Patriarcale). Questo avviene perché si incolpa il concetto di Ragione (su cui si fonda l’Umanesimo) prodotto dal patriarcato (su questo punto mi trovano d’accordo) di aver prodotto incoerentemente ed incessantemente discriminazioni.

Con la cancellazione discorsiva della categoria di Persona/Essere Umano si spezzettano tutte le categorie che l’umano ha prodotto per tentare di descrivere oggettivamente la realtà e prima fra tutte la categoria di sesso. Le categorie oggettive (positive) vengono sostituite da categorie soggettive che si basano sulla percezione di sé stessi come nucleo primario per formare la cosiddetta identità.

Cancellare e relativizzare la categoria di sesso però non si traduce nel crollo della categoria “GENERE” cioè l’insieme degli stereotipi e dei ruoli e delle aspettative sociali attribuite a ciascun sesso. Per come sono strutturate le Teorie Queer il genere rimane nella sua declinazione binaria in qualità di presupposto che viene frammentato in “sottocategorie“. Quindi il pensiero Queer non è un superamento del binarismo ma è una riformulazione frammentata del binarismo, e questa frammentazione trova concretezza discorsiva (cioè a parole) nelle sottocategorie di bigender, trigender, agender, gender-fluid, demi-boy, demi-girl e via dicendo.

Queste categorie sostanzialmente possono e devono, in un certo senso, essere infinite perché potenzialmente infinite sono le percezioni dei singoli esseri umani.

Il pensiero queer dunque non mette in dubbio l’iniziale gerarchia di valore e quindi alla fine non mette in dubbio la gerarchia di valore in assoluto perché la realtà in cui viviamo è costruita su di essa.

E la Teoria Queer in relazione ai Generi potremmo sintetizzarla graficamente così

Il pensiero Queer pertanto porta ad un rafforzamento del Patriarcato ed in modo abbastanza prevedibile il primo a patirne le conseguenze è il sesso femminile (senza distinzioni di età, fenotipo, condizioni sociali).

Quindi come annientare il Binarismo di Genere? Come annientare il Patriarcato?

Ristabilendo l’integrità, l’interezza e la complessità che il Patriarcato ha negato e contrastato in tutti i modi possibili: cioè sancendo che l’umanità, cioè l’essere umano è maschio/femmina-femmina/maschio (e questo include anche le persone intersex e le persone transessuali).

La chiave dunque potrebbe essere un umanesimo plurale, pieno ed autentico che punti ad una società SENZA GENERE (senza genere, non senza differenze); una visione che non attribuisce comportamenti ad un sesso od ad un altro; non indica abbigliamento e canoni estetici.

Potremmo sintetizzarlo graficamente così:

L’Umanesimo plurale (pieno ed autentico) riconosce ogni comportamento umano come appartenente all’umanità. L’umanesimo plurale fa crollare tutto quello che è stato fino ad oggi, lo sgretola e consegna gli strumento con cui scrivere collettivamente ed in modo plurale il futuro dell’Umanità. E’ anti-sistema perché mette in crisi ogni convinzione sistematica sia che si tratti di Individualismo Europeo/NordAmericano che il Collettivismo Nippo-Cinese o qualunque forma esso abbia assunto. E’ anti-sistema perché fa crollare il concetto stesso di Potere e tutte le forme che esso ha assunto.

L’Umanesimo plurale (pieno ed autentico) potrebbe essere il nuovo paradigma che mette in crisi e sovverte le radici del sistema.

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